Il Matese e l’8 marzo.
La manifestazione dell’8 marzo a Piedimonte M. è stata un racconto di festa, che ha avuto i toni caldi dei colori dei coriandoli, che con la complicità del vento piroettavano attorno ai bellissimi quadri esposti dagli artisti del Matese.
Si è magicamente vissuto un’atmosfera mista di voci, canto, poesia ed arte che ha sprigionato emozioni di rinnovamento e possibilità.
E’ un percorso iniziato già col 13 e in continuità con la manifestazione Se non ora quando, sono state, ancora una volta, le donne, nel giorno dell’8 marzo, a mobilitare e a scuotere con il loro vissuto le coscienze del nostro territorio.
Si sono inizialmente alternate sul palco le voci di Emanuela di Lullo ( The dream of butterfly) e le note (articoli) che armoniosamente la Costituzione pone in difesa della donna, raccontate e approfondite dalla prof.ssa Lilly di Buccio, che ha spinto la sua riflessione anche sulla “giustizia di genere”.
La poeta e artista Fausta Visconti, che ha ricevuto il premio letterario sulle pari opportunità, ci ha incantato con la sua poesia “Donna”. Ha proseguito la Cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio, "Donna impegnata per la Pace" che aveva aperto la manifestazione Se non ora quando a Caserta. Lei ha ribadito la sua presenza nella piazza e nella mobilitazione proprio per una difesa strenua ed una valorizzazione della "Donna che osa nel nome della Pace di difendere le proprie idee, di sfidare le incertezze e di disarmare l' arroganza dell' uomo che considera le donne solo come un oggetto di piacere”.
E’ intervenuto, anche, il sindaco che ha riportato l’attenzione sulle origini della celebrazione, ricordando quel lontano marzo del 1911, quando 146 lavoratrici furono protagoniste di un devastante rogo nelle fabbriche di New York.
La riflessione si è, poi, soffermata sul ruolo combattivo che ha avuto la donna nel nostro territorio: un racconto di donne contadine, le “cafone” che nel 1911, pur di non farsi defraudare della loro terra, della loro seppur umile esistenza, si sono ribellate all’esproprio delle terre da parte della Sme per la costruzione dell’odierna diga, a Letino, così subendo l’onta del carcere.
Dopo di che, è stata occasione gradita assistere al racconto sul palco di stralci del testo “Memorie di genere” (in prossima pubblicazione) opera nella quale si raccontano le voci, le memorie, le condizioni di lavoro e di vita di donne di Piedimonte Matese.
Un testo animato dalla presenza e voce di due donne (Dalila Fiore e Daniela Sautto) che hanno interpretato i racconti di vita di alcune donne intervistate.
Le condizioni di vita e di difficoltà del territorio, come quando si proietta la luce che attraversa un prisma di vetro, hanno diversi colori e profondità: si è rappresentata la condizione spesso inappagata e sofferente di una operatrice socio assistenziale, poi quella risoluta e combattiva della giovane ricercatrice e archeologa MariaChiara Scappaticcio.
Sono le donne che hanno voluto raccontarsi, sono le donne che sentendosi responsabili della deviazione nel sistema dei valori, si sono riproposte come partigiane della messa al mondo di una nuova Italia.
Quindi, e’ stata occasione per raccontare delle donne che lavorano stabilmente fuori e dentro casa, di quelle che cercano lavoro e non lo trovano, delle lavoratrici costrette al lavoro nero, delle licenziate, delle precarie, delle tante che hanno lasciato lontano le loro famiglie per occuparsi delle nostre, e delle donne ridotte in schiavitù.
La possibilità di questa narrazione è stata possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale, al supporto e confronto che il comitato di piedimonte matese Se non ora quando ha avuto con il Prof. Costantino Leuci, agli artisti che hanno allietato l’evento ( tra cui tra gli altri Enzo Altieri), ai pittori che generosamente hanno contribuito con i loro quadri, e al lavoro alacre di Alessandro Riccitelli e Antonio Atzeni dell’Associazione per la Sinistra Matese.
Antonietta Fortini – Comitato se non ora quando
venerdì 18 marzo 2011
SE NON ORA QUANDO
Manifestazione 13 Febbraio SE NON ORA QUANDO a Piedimonte Matese
Il 13 febbraio in tutta Italia si è manifestato a difesa della dignità femminile;anche le donne del nostro territorio sono scese in piazza,ed hanno portato il loro contributo,consapevoli più che mai che la strada non può essere quella di lasciarsi usare da quel potere maschile che vuole affermare la propria supremazia,spianando la strada a chi gli elargisce favori, attraverso il commercio del proprio corpo.
Qui le donne,vogliono affermarsi grazie alle capacità che mettono in campo,vogliono esistere nella società civile per l’impegno e il lavoro che da sempre sono una costante,certo non vogliono scalare vette per merito della loro bellezza,ma porre l’accento sull’intelligenza,la sensibilità,la formazione,la cultura,il merito, valori ed impegno che non possono essere svenduti,una responsabilità civile che le donne si sono assunte verso se stesse a garanzia delle future generazioni.
Il 13 febbraio in tutta Italia si è manifestato a difesa della dignità femminile;anche le donne del nostro territorio sono scese in piazza,ed hanno portato il loro contributo,consapevoli più che mai che la strada non può essere quella di lasciarsi usare da quel potere maschile che vuole affermare la propria supremazia,spianando la strada a chi gli elargisce favori, attraverso il commercio del proprio corpo.
Qui le donne,vogliono affermarsi grazie alle capacità che mettono in campo,vogliono esistere nella società civile per l’impegno e il lavoro che da sempre sono una costante,certo non vogliono scalare vette per merito della loro bellezza,ma porre l’accento sull’intelligenza,la sensibilità,la formazione,la cultura,il merito, valori ed impegno che non possono essere svenduti,una responsabilità civile che le donne si sono assunte verso se stesse a garanzia delle future generazioni.
domenica 24 ottobre 2010
L'intervemto di Michele Argiento al congresso provinciale di SEL
Buongiorno a tutti i presenti,cari compagni e amici oggi se siamo riuniti qui è per confrontarci su una nuova realtà,che ci vede tutti ….. coinvolti in un nuovo processo di rinascita politica quello del Sel,un progetto che parte da lontano,quando Vendola lasciò il partito della Rifondazione comunista,avviando un lungo percorso che ognuno di noi ha fatto sulla propria pelle,in un processo personale e collettivo,in cui era vitale identificarsi in un nuovo progetto politico che desse una voce nuova ai tanti che erano stanchi di parlare con parole vuote,ecco se oggi siamo qui è per dare ancora un senso alle parole,per realizzare progetti,per dire io ci credo,per una nuova sinistra che abbia forza,quella forza che qualche mese fa ci aveva abbandonato. Su queste basi è nata la nostra associazione per la sinistra matese che pone al centro dei propri interessi il territorio matesino ed il suo sviluppo sociale e ambientale nonché culturale,essa è costituita dalle persone che come voi e come noi credono che i cambiamenti e i processi possano partire solo dalla base e cioè dalla gente comune che ogni giorno vive sulla propria pelle le problematiche,ecco perché la nostra associazione è costituita da persone che si identificano nel Sel,ma anche semplicemente da persone di sinistra e anche da persone che come liberi cittadini non hanno un credo politico,ma insieme abbiamo un sogno di libertà e di democrazia di rispetto per le diversità,di rispetto per l’ambiente un sogno come un valore, quel valore che per anni era linfa per il popolo di sinistra,quella linfa che il Sel,ha rimesso in circolo,e che tutti noi dobbiamo tenere viva. Noi pensiamo che ogni persona possa dare un valido contributo mettendo in campo la propria esperienza politica,le capacità personali,le proprie convinzioni,ogni persona nessuno escluso può e deve dare il suo apporto,è così che la collettività sociale e politica cresce è così facendo che si dà alle persone quel riconoscimento di essere soggetti sociali in grado di migliorare la propria e l’altrui qualità di vita. Noi dell’Associazione per la sinistra Matese,abbiamo sperimentato in questi mesi la capacità di collaborare tutti sulla stessa base,abbiamo sostenuto la candidatura di Antonietta Fortini e di Pasquale De Pasquale,contando sulle nostre forze,sull’esperienza di ogni singolo componente dell’associazione,sul contributo di quanti in politica erano più affermati ed esperti e hanno messo a disposizione il loro apporto senza riserva alcuna come ha fatto Antonio Orsi sindaco di Letino. Ci auspichiamo che tale atteggiamento sia assunto anche nel Sel ,collaborare insieme senza fossilizzarsi in ruoli statici e accentratori che abbiamo già visto perdenti in passate esperienze politiche,quindi certi che ogni rinnovazione parte dall’assunzione di una coscienza nuova ,noi suggeriamo a quanti sono presenti qui oggi che la politica a cui bisogna tendere è certamente stare insieme per la crescita del partito,e della sinistra,e noi possiamo crescere come individui solo attraverso la crescita collettiva abbandonando definitivamente sterili e inutili personalismi.
lunedì 4 ottobre 2010
Successo per convegno organizzato da Sinistra del Matese contro l’aumento della Tarsu, con la presenza del Sindaco Vincenzo Cenname
Mentre i media nazionali sono tutti concentrati su problemi gravissimi quali "La casa di Montecarlo di Fini", "i simboli della Lega nella scuola di Adro" e per ultimo "La commissione di inchiesta parlamentare sulle toghe rosse", in Campania si sta consumando l'ennesima vicenda di mala gestione nell'ambito raccolta e smaltimento rifiuti. L'argomento è stato ampiamente discusso ieri sera presso l'aula consiliare del Comune di Piedimonte Matese, in un meeting, organizzato dalla Sinistra del Matese, con Vincenzo Cenname (nella foto), già sindaco del Comune di Camigliano (CE). La storia di Vincenzo ha del surreale, quasi viene voglia di dire "c'era una volta…". C'era una volta un'amministrazione comunale ed un sindaco i quali capirono che il problema rifiuti poteva essere risolto non con proclami e promesse stile "ventennio" (….chi vuol capire capisca) ma con il semplice impegno dell'intera comunità ad attuare un programma di raccolta differenziata. Un programma che comincia ad avere un certo successo tanto che Camigliano viene inserita con merito nella lista dei comuni virtuosi. Ma i cittadini campani hanno degli angeli sulla loro testa (che da due anni a questa parte pensano sempre a noi, che fortuna) che un bel giorno decisero di promulgare una legge, la 26 del 2010 appunto, perché a loro dire basta la pubblicazione di una legge per risolvere il problema. Il fulcro del provvedimento legislativo è questo: le competenze, amministrative ed operative, nell'ambito raccolta rifiuti, passano dai singoli comuni alle provincie, attraverso la creazione di società, con partecipazione di capitale privato, che dovranno gestire l'intero ciclo: dalla raccolta all' emissione e riscossione dei ruoli, dalla decisione ed attuazione delle tariffe alla decisione dei siti di smaltimento ecc. Sinteticamente vengono defraudate le amministrazioni locali delle loro competenze, con risultati più che eloquenti: il primo fra tutti è stato l'aumento delle tariffe Tarsu da applicarsi ai 104 comuni della provincia, deciso a seguito di una stima dei costi (centralizzati ndr) del servizio. Tra i costi principali l'assorbimento del personale dei Consorzi (art. 13) e quello per le consulenze esterne (..ci risiamo). Camigliano non ci sta e decide di opporsi a questa forzatura prendendo la decisione (motivata da una relazione accurata) di non consegnare, come previsto dall'art. 11 comma 3 della suddetta legge, gli archivi inerenti la Tarsu. Gli eventi precipitano ed in breve si passa dal commissariamento alla rimozione del sindaco dalla carica. Ma Vincenzo continua a crederci: continua a credere che i campani siano meglio di quanto si creda al di fuori dei confini regionali e che questa battaglia, non la sua personale, ma quella di un'intera comunità, abbia motivo di essere sostenuta da tutti quei cittadini che ormai sono stanchi di strategie politiche, di sciacallaggio mediatico, di opportunismo, di clientelismo e di malavita organizzata dietro ad un problema serio che tocca la dignità delle persone. Il cuore della questione, secondo Vincenzo, è che il problema rifiuti sia una pericolosa commistione tra disinformazione ed interessi bipartisan malavita-politica. Sulla seconda si è scritto tanto e non spetta (…o spetterebbe) ai cittadini trovare una soluzione. Sulla disinformazione c'è molto da dire. L'input che i media (guidati dai famosi "angeli" di prima) hanno dato alla gente è che il problema rifiuti dipenda solo ed esclusivamente dalla disponibilità dei siti di scarico e dalla presenza di uno o più inceneritori, questi "giocattoli" magici, tanto utilizzati e decantati nel "perfetto" nord; secondo Vincenzo invece il problema andrebbe risolto con l'adozione di un piano, di rapida attuazione, di raccolta differenziata, facendo leva sul buon senso delle amministrazioni comunali e pubbliche in genere. C'è addirittura un parere dell'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bertolaso, sulla possibilità di escludere dalle norme di emergenza quei comuni virtuosi che, con oggettivo vantaggio in termini di efficacia ed efficienza, abbiano migliorato il servizio. E' questo il punto centrale: il buon senso e l'onestà della politica che devono essere le basi di partenza di un percorso che metta la parola fine ad un'assurda "Via Crucis" che da troppi anni flagella e discredita, agli occhi del mondo, un'intera regione. Quello di Vincenzo è un esempio: l'esempio di come l'unione dei cittadini di buona volontà, impulso vitale della democrazia moderna, mettendo da parte le normali differenze ideologiche, sia più forte ed incisiva di decenni di politica becera e corrotta che hanno peggiorato progressivamente la già difficile situazione. E sembra di ascoltare le parole di Roberto Saviano: "Il riconoscimento del merito, il potere condiviso, la coesione sociale e l'informazione sono le armi migliori per combattere la malavita".
di Daniele Cinotti
per la Sinistra Matese
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