Mentre i media nazionali sono tutti concentrati su problemi gravissimi quali "La casa di Montecarlo di Fini", "i simboli della Lega nella scuola di Adro" e per ultimo "La commissione di inchiesta parlamentare sulle toghe rosse", in Campania si sta consumando l'ennesima vicenda di mala gestione nell'ambito raccolta e smaltimento rifiuti. L'argomento è stato ampiamente discusso ieri sera presso l'aula consiliare del Comune di Piedimonte Matese, in un meeting, organizzato dalla Sinistra del Matese, con Vincenzo Cenname (nella foto), già sindaco del Comune di Camigliano (CE). La storia di Vincenzo ha del surreale, quasi viene voglia di dire "c'era una volta…". C'era una volta un'amministrazione comunale ed un sindaco i quali capirono che il problema rifiuti poteva essere risolto non con proclami e promesse stile "ventennio" (….chi vuol capire capisca) ma con il semplice impegno dell'intera comunità ad attuare un programma di raccolta differenziata. Un programma che comincia ad avere un certo successo tanto che Camigliano viene inserita con merito nella lista dei comuni virtuosi. Ma i cittadini campani hanno degli angeli sulla loro testa (che da due anni a questa parte pensano sempre a noi, che fortuna) che un bel giorno decisero di promulgare una legge, la 26 del 2010 appunto, perché a loro dire basta la pubblicazione di una legge per risolvere il problema. Il fulcro del provvedimento legislativo è questo: le competenze, amministrative ed operative, nell'ambito raccolta rifiuti, passano dai singoli comuni alle provincie, attraverso la creazione di società, con partecipazione di capitale privato, che dovranno gestire l'intero ciclo: dalla raccolta all' emissione e riscossione dei ruoli, dalla decisione ed attuazione delle tariffe alla decisione dei siti di smaltimento ecc. Sinteticamente vengono defraudate le amministrazioni locali delle loro competenze, con risultati più che eloquenti: il primo fra tutti è stato l'aumento delle tariffe Tarsu da applicarsi ai 104 comuni della provincia, deciso a seguito di una stima dei costi (centralizzati ndr) del servizio. Tra i costi principali l'assorbimento del personale dei Consorzi (art. 13) e quello per le consulenze esterne (..ci risiamo). Camigliano non ci sta e decide di opporsi a questa forzatura prendendo la decisione (motivata da una relazione accurata) di non consegnare, come previsto dall'art. 11 comma 3 della suddetta legge, gli archivi inerenti la Tarsu. Gli eventi precipitano ed in breve si passa dal commissariamento alla rimozione del sindaco dalla carica. Ma Vincenzo continua a crederci: continua a credere che i campani siano meglio di quanto si creda al di fuori dei confini regionali e che questa battaglia, non la sua personale, ma quella di un'intera comunità, abbia motivo di essere sostenuta da tutti quei cittadini che ormai sono stanchi di strategie politiche, di sciacallaggio mediatico, di opportunismo, di clientelismo e di malavita organizzata dietro ad un problema serio che tocca la dignità delle persone. Il cuore della questione, secondo Vincenzo, è che il problema rifiuti sia una pericolosa commistione tra disinformazione ed interessi bipartisan malavita-politica. Sulla seconda si è scritto tanto e non spetta (…o spetterebbe) ai cittadini trovare una soluzione. Sulla disinformazione c'è molto da dire. L'input che i media (guidati dai famosi "angeli" di prima) hanno dato alla gente è che il problema rifiuti dipenda solo ed esclusivamente dalla disponibilità dei siti di scarico e dalla presenza di uno o più inceneritori, questi "giocattoli" magici, tanto utilizzati e decantati nel "perfetto" nord; secondo Vincenzo invece il problema andrebbe risolto con l'adozione di un piano, di rapida attuazione, di raccolta differenziata, facendo leva sul buon senso delle amministrazioni comunali e pubbliche in genere. C'è addirittura un parere dell'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bertolaso, sulla possibilità di escludere dalle norme di emergenza quei comuni virtuosi che, con oggettivo vantaggio in termini di efficacia ed efficienza, abbiano migliorato il servizio. E' questo il punto centrale: il buon senso e l'onestà della politica che devono essere le basi di partenza di un percorso che metta la parola fine ad un'assurda "Via Crucis" che da troppi anni flagella e discredita, agli occhi del mondo, un'intera regione. Quello di Vincenzo è un esempio: l'esempio di come l'unione dei cittadini di buona volontà, impulso vitale della democrazia moderna, mettendo da parte le normali differenze ideologiche, sia più forte ed incisiva di decenni di politica becera e corrotta che hanno peggiorato progressivamente la già difficile situazione. E sembra di ascoltare le parole di Roberto Saviano: "Il riconoscimento del merito, il potere condiviso, la coesione sociale e l'informazione sono le armi migliori per combattere la malavita".
lunedì 4 ottobre 2010
Successo per convegno organizzato da Sinistra del Matese contro l’aumento della Tarsu, con la presenza del Sindaco Vincenzo Cenname
Mentre i media nazionali sono tutti concentrati su problemi gravissimi quali "La casa di Montecarlo di Fini", "i simboli della Lega nella scuola di Adro" e per ultimo "La commissione di inchiesta parlamentare sulle toghe rosse", in Campania si sta consumando l'ennesima vicenda di mala gestione nell'ambito raccolta e smaltimento rifiuti. L'argomento è stato ampiamente discusso ieri sera presso l'aula consiliare del Comune di Piedimonte Matese, in un meeting, organizzato dalla Sinistra del Matese, con Vincenzo Cenname (nella foto), già sindaco del Comune di Camigliano (CE). La storia di Vincenzo ha del surreale, quasi viene voglia di dire "c'era una volta…". C'era una volta un'amministrazione comunale ed un sindaco i quali capirono che il problema rifiuti poteva essere risolto non con proclami e promesse stile "ventennio" (….chi vuol capire capisca) ma con il semplice impegno dell'intera comunità ad attuare un programma di raccolta differenziata. Un programma che comincia ad avere un certo successo tanto che Camigliano viene inserita con merito nella lista dei comuni virtuosi. Ma i cittadini campani hanno degli angeli sulla loro testa (che da due anni a questa parte pensano sempre a noi, che fortuna) che un bel giorno decisero di promulgare una legge, la 26 del 2010 appunto, perché a loro dire basta la pubblicazione di una legge per risolvere il problema. Il fulcro del provvedimento legislativo è questo: le competenze, amministrative ed operative, nell'ambito raccolta rifiuti, passano dai singoli comuni alle provincie, attraverso la creazione di società, con partecipazione di capitale privato, che dovranno gestire l'intero ciclo: dalla raccolta all' emissione e riscossione dei ruoli, dalla decisione ed attuazione delle tariffe alla decisione dei siti di smaltimento ecc. Sinteticamente vengono defraudate le amministrazioni locali delle loro competenze, con risultati più che eloquenti: il primo fra tutti è stato l'aumento delle tariffe Tarsu da applicarsi ai 104 comuni della provincia, deciso a seguito di una stima dei costi (centralizzati ndr) del servizio. Tra i costi principali l'assorbimento del personale dei Consorzi (art. 13) e quello per le consulenze esterne (..ci risiamo). Camigliano non ci sta e decide di opporsi a questa forzatura prendendo la decisione (motivata da una relazione accurata) di non consegnare, come previsto dall'art. 11 comma 3 della suddetta legge, gli archivi inerenti la Tarsu. Gli eventi precipitano ed in breve si passa dal commissariamento alla rimozione del sindaco dalla carica. Ma Vincenzo continua a crederci: continua a credere che i campani siano meglio di quanto si creda al di fuori dei confini regionali e che questa battaglia, non la sua personale, ma quella di un'intera comunità, abbia motivo di essere sostenuta da tutti quei cittadini che ormai sono stanchi di strategie politiche, di sciacallaggio mediatico, di opportunismo, di clientelismo e di malavita organizzata dietro ad un problema serio che tocca la dignità delle persone. Il cuore della questione, secondo Vincenzo, è che il problema rifiuti sia una pericolosa commistione tra disinformazione ed interessi bipartisan malavita-politica. Sulla seconda si è scritto tanto e non spetta (…o spetterebbe) ai cittadini trovare una soluzione. Sulla disinformazione c'è molto da dire. L'input che i media (guidati dai famosi "angeli" di prima) hanno dato alla gente è che il problema rifiuti dipenda solo ed esclusivamente dalla disponibilità dei siti di scarico e dalla presenza di uno o più inceneritori, questi "giocattoli" magici, tanto utilizzati e decantati nel "perfetto" nord; secondo Vincenzo invece il problema andrebbe risolto con l'adozione di un piano, di rapida attuazione, di raccolta differenziata, facendo leva sul buon senso delle amministrazioni comunali e pubbliche in genere. C'è addirittura un parere dell'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bertolaso, sulla possibilità di escludere dalle norme di emergenza quei comuni virtuosi che, con oggettivo vantaggio in termini di efficacia ed efficienza, abbiano migliorato il servizio. E' questo il punto centrale: il buon senso e l'onestà della politica che devono essere le basi di partenza di un percorso che metta la parola fine ad un'assurda "Via Crucis" che da troppi anni flagella e discredita, agli occhi del mondo, un'intera regione. Quello di Vincenzo è un esempio: l'esempio di come l'unione dei cittadini di buona volontà, impulso vitale della democrazia moderna, mettendo da parte le normali differenze ideologiche, sia più forte ed incisiva di decenni di politica becera e corrotta che hanno peggiorato progressivamente la già difficile situazione. E sembra di ascoltare le parole di Roberto Saviano: "Il riconoscimento del merito, il potere condiviso, la coesione sociale e l'informazione sono le armi migliori per combattere la malavita".
giovedì 30 settembre 2010
Assemblea pubblica di protesta all'aumento della TARSU
domenica alle 18.00
Aula consiliare del Comune di Piedimonte Matese
interverranno
Antonio Orsi sindaco di LetinoVincenzo Cenname ex sindaco di Camigliano
Giuseppe Messina esperto tematiche ambientali
giovedì 12 agosto 2010
Progetto Volturno e Boscoasi
da realizzare con la supervisione di associazioni ambientaliste e animaliste
bonifica del volturno e rivalutazione di angoli di particolare bellezza paesaggistica
renderlo navigabile a fini turistici e sportivi
attracchi nei punti boscoasi
creare dove il bosco che costeggia il fiume lo permette di punti di boscoasi:
progetto così suddiviso:
1) box informativo da mettre all'ingresso dello spazio boscoasi a fini informativi promozionali del terriotorio e delle attività da fare nel boscoasi
capanni di avvsitamento presso la fase del fiume per osservare gli uccelli
cartellonistica con descrizione della specie di alberi e uccelli presenti nel bosco
pista ciclabile per mountain bike
percorso vita per attività fisica con attrezzture sportive di vario genere
area pic-nic e ascolto musica
capanno verde uno spazio pedagogico per bambini dove poter fare attività legate all'ambiente, alla n atura e all'alimentazione in collaborazione con gli enti scolastici
spazio vendita e assageria luogo dove si pubblicizza e si vendono prodotti tipici della zona
visite guidate per la conoscenza della flora e la fauna presenti nel bosco
cooperative di lavoro per disoccupati dle posto per la gestione del progetto boscoasi
venerdì 4 giugno 2010
il 5 e 6 tutti nelle piazze
per modificare gli Statuti comunali per far inserire che l'acqua e' un bene pubblico,un diritto umano universale che non e' assoggettabile a meccanismi di mercato.
Il prossimo 5 e 6 giugno saremo sui territori del matese
di:Alvignano,Alife,Gioia Sannitica,Piedimonte,Raviscanina,
Sant'Angelo D'Alife.
organizza la raccolta delle firme per evitare che la gestione ed
erogazione di un bene universale che determina la stessa sopravvivenza
dell´essere umano possa ricadere in mano ai privati. Così infatti
stabilisce la legge 133 del 2008 all´art. 23 bis ed in parte il
decreto dell´Ambiente.
Il problema è che la manutenzione degli acquedotti non può essere
gestita dai privati che non possono garantire degli investimenti così
alti e costosi nel tempo, solo chi ha un cuore pubblico ed ha un
interesse pubblico può sobbarcarsi queste spese.
In secondo luogo, l´erogazione di un bene della vita non può essere
gestito secondo le logiche del profitto che attengono giustamente a
chi intraprende un altro tipo di attività.
La stessa Unione Europea stabilisce che sono gli Stati che devono
decidere quali sono le missioni che possono ricadere nella gestione
pubblica e non necessariamente è vero che le gestioni pubbliche come
le cosiddette in house cioè società gestite e partecipate dagli enti
pubblici debbono essere marginalizzate. E´ il legislatore italiano che
ha voluto intraprendere un discorso di marginalizzazione dell´attività
pubblica dell´ente.
In altre parole, è il governo Berlusconi che ritiene che il pubblico è
da buttare e che la gestione della comunità non debba essere
affrontata in un´ottica pubblica ma occorre esternalizzare qualunque
bene e servizio.
Oggi i comuni non gestiscono più niente della loro comunità,non c´è
più niente in comune, l´acqua è l´ultimo baluardo che abbiamo per
difendere le nostre comunità ed il nostro presente di essere umani che
vivono in comune.
In difesa delle nostre comunità contribuite alla raccolta firme nel
nostro territorio, per chi voglia organizzare i banchetti vada sul
sito perlasinistramateseblogspot.com.


